Brandedcontent: aumenta la distanza tra smartphone e desktop

Aumenta il divario tra mobile e desktop in merito alla fruizione dei servizi aziendali: gli utenti dedicano il 63% di tempo in più rispetto alla connessione classica da pc!

Le ultime statistiche ci dicono, infatti, che la fruizione di contenuti creati per raccontare i valori delle marche è di 119 secondi al giorno sui telefonini, e di 73 sul personal computer.
Più è specifico il settore o nicchia di mercato, più la comunicazione risulta efficace, con punte molto alte per ambiti come il Finance.

Chi si informa su internet è disposto a dedicare in media 132 secondi al giorno ai contenuti veicolati da un marchio (brandedcontent), con punte di 323 secondi se si parla del settore finanziario.
E il tempo di fruizione sugli smartphone è in media superiore del 63% rispetto a quello via desktop (119 secondi contro 73, mentre i tablet si attestano su 89 secondi).

Questi i principali responsi di un report di Polar, specialista di soluzioni native advertising, intitolato “The State of Branded Content” e focalizzato sui formati e progetti di comunicazione online costruiti intorno agli universi narrativi e valoriali dei brand.
Polar ha analizzato 46 mila pagine caricate sulla propria piattaforma, aggregando dati relativi a otto segmenti verticali del mondo dell’editoria (tra i clienti di Polar ci sono per esempio Economist, AOL, Washington Post, Telegraph e Postmedia), otto verticali del settore pubblicitario, tre ecosistemi mobile e cinque regioni commerciali (Usa, Canada, UK, Australia e resto del globo).

Una delle conclusioni qualitative del report è che più è specifico il settore o nicchia di mercato in cui si opera, più risulta efficace il brandedcontent, specialmente se fruito via mobile.
A sorpresa, verticali come News, Travel e Lifestyle risultano mediamente meno efficaci, con il 45% di tempo di visualizzazione in meno rispetto ai massimi.
Australia e UK sono i Paesi in cui il brandedcontent viene apprezzato maggiormente.
Ma non tanto per la sua diffusione: il report dice che i numeri di Canada e Stati Uniti, per esempio, presentano valori inferiori perché i due mercati sono maturi e si comincia a registrare una certa saturazione di spazi e format.

Inoltre secondo Polar la superiorità dei dati su smartphone e tablet è dovuta al fatto che la soglia di attenzione sul mobile è più alta, essendoci meno distrazioni che sul PC e meno occasioni di cliccare su altre pagine.
E poi sempre più spesso i contenuti sono appositamente realizzati per offrire la migliore esperienza sui piccoli touchscreen e nelle situazioni di utilizzo del device in mobilità.
Tutto ciò ovviamente si traduce in un tasso di click-through sensibilmente più alto, addirittura del 127% rispetto al desktop.
Infine c’è un aspetto di opportunità da considerare, conclude Polar:
gli editori che si rivolgono ad agenzie pubblicitarie ben allineate al target di riferimento e al tipo di pubblicazioni distribuite riescono a ottenere un coinvolgimento maggiore in termini di adesione ai messaggi veicolati dai brandedcontent.

Tratto da mobile4innovation.it

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