E-commerce in Italia: dati sulla crescita del settore

Il settore risulta in continua crescita anche in Italia, dopo i primi anni nei quali si avvertiva una certa diffidenza.
Dati forniti dal “Rapporto e-commerce in Italia 2015 – Casaleggio Associati”

E-commerce in Italia:
secondo i dati ufficiali forniti durante l’edizione 2015 svoltasi presso la Camera di Commercio di Milano, si evince un trend nettamente positivo dei ricavi delle aziende che utilizzano il web per la vendita di beni e servizi, sia al dettaglio che all’ingrosso, rispetto ad altri settori ed in controtendenza rispetto allo scenario economico nazionale, la cui economia risulta in fase di stasi.

Il fatturato, riferito alle vendite verso canali consumer (il cosiddetto B2C), di aziende italiane o di filiali italiane di società estere, risulta in aumento del 8% a fine 2014, per un valore totale di circa 24,2 miliardi di euro.

Messo a confronto col trend nazionale, l’aumento è di sicuro rilievo. Nell’ottica europea, invece, si registra comunque un aumento, ma sicuramente inferiore. Segno da un lato di un pubblico che risente sia della crisi che della non ancora completa fiducia verso l’acquisto online. Ma dall’altro lato, dimostra che investire nel settore è ancora conveniente, in quanto le fette di mercato, in Italia, da poter conquistare e trainare verso il web, sono ancora ampie, offrendo notevoli possibilità di guadagno.

Tempo libero, turismo ed assicurazioni:
questi i settori che vantano la crescita maggiore, rispettivamente del 49%, 30% e 7%.

Salgono i cosiddetti “centri commerciali online”, come Amazon e Ebay.

Il settore Fashion non è da meno, con un incremento di circa il 30 per cento.

Tra chi acquista, emerge che il 34% fa shopping online per uso privato.

In aumento anche gli acquisti di articoli per la casa, abiti ed articoli sportivi, con circa il 38 per cento.

La presenza ancora relativa, in tantissimi settore, delle aziende nazionali, è uno degli aspetti negativi:
questi spazi, difatti, vengono immediatamente riempiti da aziende estere, con ricavi anche di un certo rilievo.

Settori come la moda, l’editoria e l’elettronica, vengono presi di mira ed aggrediti, col rischio reale che l’e-commerce italiano divenga sempre più straniero.

I maggiori Marketplace, quali Amazon ed Ebay, hanno già assunto una posizione dominante all’estero, con alte probabilità che accada anche in Italia, a causa dell’assenza delle nostre aziende.

Il successo dei Marketplace sta soprattutto nella capacità di prezzi assolutamente convenienti, giustificati dai vasti assortimenti disponibili.

Recensioni, valutazioni e conoscenza oramai universali di tali brand, poi, giocano un ruolo decisivo, nel convincere gli acquirenti a scegliere questi colossi piuttosto che aziende locali.

Non poche, poi, sono le aziende nazionali che utilizzano questi canali per la vendita online, senza puntare su strutture proprie.

La problematica principale, che le aziende spesso riscontrano, è quindi l’assenza di una vasta platea di acquirenti.

Problema che nasce anche da connessioni inferiori rispetto al resto del mondo.

Nonostante le possibilità di accesso alla rete, l’Italia si attesta solamente al 66° posto per penetrazione, risultando indietro anche a paesi Malawi, Azerbaijan e Marocco.

Anche le infrastrutture, non favoriscono un pieno sviluppo di determinati servizi online come quello del Digital Content (ad esempio i film on demand), una realtà già consolidata all’estero, a causa di una scarsa diffusione della banda larga che risulta essere al 95% in xDSL, contro il 72% della media europea, e non in fibra ottica.

L’aspetto positivo, è rappresentato dalla diversificazione delle connessioni.

Rispetto a connessioni “fisse”, aumenta costantemente la connessione da apparati mobili, come smartphone e Tablet:
più di 17 milioni ogni mese, con ripercussioni sul fatturato che iniziano ad essere sempre più notevoli.

Se nel 2012 i ricavi da vendite online effettuate da mobile si attestavano ad un 5 per cento, nel 2013 si è passati al 8,5, mentre nel 2014 si è arrivati ad un ottimistico 13 per cento.

Si evince, da questi dati, come sia importante il traffico proveniente da questi tipi di device, e l’importanza nell’incanalare gli investimenti verso una maggiore visibilità del canale business su dispositivi mobili (siti Mobile Friendly o Responsive, ossia visibili da qualsiasi apparato o dimensioni del monitor o dello schermo).

Tutti i dati forniti dimostrano che il settore merita la maggiore attenzione sia delle aziende che degli analisti di mercato, in quanto la crescita risulterà in crescita sicuramente anche per i prossimi anni, sino a trasformare del tutto il modo di acquistare e di vendere degli italiani, così come sta accadendo in Europa e nel resto del mondo.

La globalizzazione dei servizi e dei mercati porterà ad una sempre maggiore necessità di essere presenti nel web.

Soprattutto in Italia, che presenta ancora ampi margini di crescita e forti possibilità di penetrazione in diversi settori.

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